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Ripensare gli spazi, ripensare i tempi con i bambini

La convivenza prolungata e coatta è faticosa per tutti, ed è importante ricavarsi spazi momenti d’intimità:

  • individuali,
  • di coppia
  • e con i inostri figli: momenti tutti insieme e momenti a diadi (mamma-figlio/a | papà-figlio/a).

Come sopravvivere alla convivenza forzata?

Anche i bambini, come noi adulti, sentono il peso della situazione anomala dovuta alla convivenza forzata da corona virus. Contiamo che molti di loro sono a casa da scuola ormai da oltre un mese e se inizialmente questa poteva essere una vacanza imprevista, alla lunga anche loro possono cominciare a sentire il peso, così come gli adulti, del non poter uscire, vedere i propri amici o i nonni.

A questo aggiungiamo che i bambini sentono benissimo l’ansia o il nervosismo di noi adulti: possiamo vederli più irascibili o piagnucoloni, “iperattivi” o dispositivi-dipendenti. Chiediamoci sempre se il loro modo di comportarsi possa dipendere da come stiamo noi. Quante volte siamo sovra pensiero pensando a qualcosa che ci affligge e nostro figli o figlia ci sorprende chiedendoci: “Mamma.. cos’hai?”, “Papà, perché sei arrabbiato?”

Vi proponiamo un brevissimo vademecum per sopravvivere alla convivenza forzata in casa con i vostri bambini.

Scarica il vademecum “Spazi e tempi con i bambini”

Vi raccomandiamo inoltre tre cose:

  1. La prima cosa che vi raccomandiamo è: i momenti della giornata e della settimana seguano un ritmo.
  2. La seconda cosa è: associate momenti diversi a spazi diversi. Questo non significa per forza stanze diverse per ciascun momento, poiché nessun appartamento lo permetterebbe. E’ lo spazio fisico che deve essere caratterizzato diversamente in base all’attività: un tavolo sgombro ogni volta che è il momento dei disegni, una capanna o una caverna fatte con un lenzuolo in cameretta per leggere una fiaba, ecc.
  3. La terza raccomandazione, non meno importante delle altre, è questa: così come è giusto che ci siano i momenti in cui il genitore possa rispondere liberamente al telefono senza essere interrotto dal bambino, allo stesso modo il bambino deve poter contare su momenti con voi che il telefono non interrompa (se proprio si tratta di una telefonata importante risponderete davanti al bambino: “Scusa, ora sono impegnata/o con mio figlio, ti chiamo alle…”)… ma nessun telefono spento ha mai nociuto a nessuno, anzi…

Federico Baldi, Annalisa Garis, Sara Bonzanini